Mi chiamo Annamaria Corallo
e mi occupo di ricerca spirituale.
La ricerca spirituale è la passione profonda che ha segnato la mia vita. Coltivare una relazione con il sacro è stata sempre una spinta irrinunciabile per me: mi unifica e mi fa sentire pienamente me stessa.
Annamaria Corallo
Teologa Biblista Transteista
Radici
Fin dalla mia infanzia, vissuta in Puglia, a Trani, ho avvertito il fascino irresistibile del divino. Che Dio potesse essere per me “roccia sicura”, come dice il salmo, l’ho imparato dalle parole appassionate di mia madre Mariantonietta e l’ho sentito nella forza e nella tenerezza di mio padre Albino. Attraverso l’esperienza cristiana cattolica, ho iniziato a conoscere il Gesù dei vangeli e la sua narrazione del volto di un Dio vicino e misericordioso che spinge a camminare accanto ai fragili della storia.
Questa passione si è nutrita ulteriormente lungo la mia adolescenza e la mia giovinezza. Ricordo la suggestione delle celebrazioni liturgiche, la forza della preghiera personale, il coinvolgimento delle tante attività della vita parrocchiale e l’appassionata ricerca vocazionale che mi ha condotta a entrare in una Società di vita apostolica vincenziana.
Germogli
Lungo i primi anni di formazione all’interno di quel potente itinerario esistenziale comunitario, ho maturato competenze relazionali, teologiche e bibliche, intrecciando percorsi di studio accademico a esperienze formative intense accanto alla gente.
Alla fine degli anni ‘90, durante le mattinate, a Napoli, frequentavo la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (sezione San Luigi), per conseguire il Baccellierato in teologia. Il pomeriggio proponevo percorsi formativi a ragazzi e ragazze di un centro per la prevenzione della devianza giovanile, coinvolgendo poi, nelle serate, i loro genitori in itinerari di maturazione umana e valoriale.
Se – come qualcuno dice – riesco a presentare concetti complessi con un linguaggio accessibile, lo devo in gran parte alle persone semplici e profonde che ho incontrato in quegli anni. La mia passione per la Bibbia si è fortificata in quel periodo: ho scoperto che le sue storie, solo se lette nel rispetto della sua complessità storica, teologica e spirituale, erano capaci di portare luce e speranza alla vita delle persone. Ho capito il potere devastante delle letture fondamentaliste e manipolatorie sulla vita dei fragili e ho deciso con maggiore fermezza di dedicarmi allo studio e alla divulgazione di metodi e criteri per un approccio maturo e critico alle Scritture.
È per questo che ho scelto di continuare gli studi conseguendo anche la Licenza in teologia biblica, sempre presso la Facoltà teologica dei Gesuiti a Napoli. Ancora una volta mi rendevo conto, sperimentandomi con le attività di un centro di pastorale giovanile, che il mio viaggio tra le pagine della Bibbia diventava autentico solo se intelaiato con le storie delle persone incontrate.
La mia formazione, grazie anche a chi aveva creduto in me, stava crescendo ancora, portandomi a vivere un’ulteriore grande opportunità: il Dottorato di ricerca in teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Lì, in quelle aule tanto ricche di storia, ho avuto l’opportunità di incontrare i e le docenti di cui avevo letto i libri nella mia formazione precedente. Sono stati anni impegnativi e intensi che ho concluso sotto la guida competente e sapiente di Massimo Grilli, coordinatore anche del progetto internazionale Vangelo e Cultura. Con entusiasmo e gratitudine ho potuto prendere parte a quell’itinerario illuminante di lettura pragmalinguistica della Bibbia.
Potature
Il tempo del dottorato è coinciso anche con un nuovo discernimento, intenso e sconvolgente come quello vissuto tanti anni prima. Dopo una lunga e travagliata stagione di ascolto interiore, decidevo di lasciare la Società di vita apostolica vincenziana nella quale avevo vissuto con passione e impegno per vent’anni esatti.
Dovevo e volevo reinventare il mio percorso esistenziale, relazionale e professionale.
L’ho fatto costruendo nuovi rapporti umani e iniziando collaborazioni formative preziose con l’USMI diocesana e regionale, e con istituzioni accademiche pontificie come il San Luigi di Napoli, la Gregoriana di Roma e poi l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Giuseppe Moscati” di Benevento.
Nel frattempo potenziavo le mie competenze editoriali, già sperimentate da tempo come autrice e collaboratrice per le Edizioni Dehoniane di Bologna, stavolta come redattrice e correttrice di bozze per una importante agenzia editoriale italiana e, insieme alla storica dell’arte Giovanna Moresco, facevo nascere l’Associazione Getta la rete, per la promozione umana attraverso percorsi di interazione tra arte e spiritualità. Presso l’omonimo giornale on-line iniziavo a curare la rubrica Una Bibbia trasgressiva.
Nuove fioriture
Non è stato facile lasciare il volto familiare del Dio teista, pur con le sue innegabili contraddizioni teologiche, ormai lampanti: lungo gli anni mi ci ero affezionata e lo ritenevo un riparo sufficiente per le mie paure e per le fatiche da affrontare. Ma è stato l’incontro con la potenza rigenerante della Fonte della vitalità e dell’amore – che chiamiamo Dio – che mi ha colmata di meraviglia ed energia. Potevo finalmente ripensare il divino rileggendo le categorie storicamente superate che tentavano di balbettarne la bellezza. Il volto di Dio mi appariva finalmente completamente liberante, senza ombre o esitazioni.
Iniziava così il tempo della mia proposta teologica innovativa, scandita da percorsi formativi con gente appassionata alla ricerca, segnata dalla pubblicazione di articoli e libri, caratterizzata dalla scelta del termine transteismo (di cui sono debitrice al teologo José Arregi), e coronata dalla nascita dell’Associazione di promozione sociale Il Telaio di Lidia, spazio condiviso di ricerca nel solco di questa nuova prospettiva teologica.
Ho sperimentato il potere sanante di questa proposta teologica liberante e la sua capacità di accompagnare, chi la incontra, in un processo di maturazione del benessere spirituale.
È su questa strada che continuo il mio cammino di ricerca, insieme a chi ne scopre la capacità umanizzante.
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